Vangelo dei Quattro Reami Celesti
Il Vangelo dei Quattro Reami Celesti è un apocrifo del Nuovo Testamento perduto.[1][2] Ne accenna Maruta, vescovo di Maiferqat (V secolo)[1][2] in De sancta synodo Nicaena[2], dove lo derubrica come un testo degli eretici simoniani[1][2] (setta attribuita a Simone Mago[2]), ma la sua stessa esistenza è dubbia[2]; infatti potrebbe rappresentare un riferimento alla teoria di Ireneo secondo cui dovessero esserci quattro vangeli (cioè i Vangeli canonici) in conformità alle quattro regioni del mondo e ai quattro punti cardinali, quindi un tentativo degli eretici di reclamare il proprio testo come universale.[2] Non ebbe comunque autorevolezza nella Chiesa primitiva e potrebbe appartenere al filone dello gnosticismo cristiano[1], anche per il possibile parallelismo con alcuni passaggi della Pistis Sophia che parlano dei quattro angoli del mondo.[2]
Note
- ^ a b c d (EN) Gospel of the Four Heavenly Realms, su biblia.com. URL consultato il 23 marzo 2025.
- ^ a b c d e f g h (EN) Wilhelm Schneemelcher, Robert McLachlan Wilson (a cura di), The Gospel of the Four Heavenly Realms, in New Testament Apocrypha, vol. 1, Westminster John Knox Press, 2005, p. 356. URL consultato il 23 marzo 2025.