We'll Be Together Again (brano musicale)

We'll Be Together Again
ArtistaFrankie Laine
Autore/iCarl T. Fischer e Frankie Laine
GenereJazz
Edito da1945 Marmor Music
Pubblicazione originale
Incisionevari
Data1945

We'll Be Together Again è un brano musicale del 1945 composto da Carl T. Fischer, con testo di Frankie Laine.[1]

Fischer era il pianista e direttore musicale di Laine quando compose il brano, e a Laine fu chiesto di scriverne il testo. The Pied Pipers furono i primi a pubblicare la canzone, che da allora è stata incisa, oltre che da Laine, anche da cantanti di spicco come Billie Holiday, Frank Sinatra, Louis Armstrong, Julie London,[2] Rosemary Clooney, Lou Rawls.[1]

Numerosi altri musicisti e cantanti jazz hanno registrato We’ll Be Together Again, come il chitarrista Pat Martino, i fratelli Cannonball e Nat Adderley, la cantante Billie Holiday, Stan Kenton, Ben Webster, Jon Hendricks, Carmen McRae e Tony Bennett nel famoso duo con il pianista Bill Evans. Altri duo che hanno inciso la canzone sono stati quelli del chitarrista Joe Pass con il trombonista J. J. Johnson e di Ray Charles con la cantante Benny Carter. A partire dagli anni 2000 diversi artisti hanno riproposto la canzone in CD, tra cui il batterista Cecil Brooks III, l'armonicista Toots Thielemans, i cantanti Rod Stewart e Jimmy Scott.[1]

Nel suo libro American Popular Song: The Great Innovators, 1900-1950, Alec Wilder[3] afferma: "Questa canzone è una grande illustrazione della raffinatezza delle ballate pop e della loro differenza rispetto alle ballate teatrali. Per esempio, riuscite a immaginare Kern o Rodgers o persino Gershwin che scrivono una canzone del genere? Forse Arlen, ma nessun altro. Berlin ha scritto una canzone simile per uno spettacolo, ma non con la stessa raffinatezza."[1]

Registrazioni

Billie Holiday inserì la canzone nel suo album All or Nothing at All

Note

  1. ^ a b c d (EN) We'll Be Together Again, su jazzstandards.com. URL consultato il 3 maggio 2025.
  2. ^ Julie London - We’ll Be Together Again, su last.fm. URL consultato il 4 maggio 2025.
  3. ^ (EN) Alex Wilder, su songhall.org. URL consultato il 4 maggio 2025.

Collegamenti esterni