Zurla (famiglia)

Il Casato degli Zurla è un’antica famiglia italiana originaria di Napoli e trasferitasi a Crema nel 1140 con Alberto Zurla. Nei secoli successivi acquisì notevole importanza nella vita politica, religiosa e militare della città.[1][2][3]

Zurla
Stato Signoria di Milano
Ducato di Milano
Repubblica di Venezia
Repubblica Cisalpina
Repubblica Italiana
Regno d'Italia
bandiera Regno Lombardo-Veneto
Regno d'Italia
Italia (bandiera) Repubblica Italiana
Titoli
  • Marchese del S.R.I.
  • Conte del S.R.I.
  • Cavaliere del S.R.I.
  • Nobile
  • Cardinale (non ereditario)
  • Vescovo (non ereditario)
FondatoreAlberto Zurla
Data di fondazione1140
EtniaItaliana

Origini e ascesa

Le prime attestazioni risalgono al XII secolo: uno dei 21 torrioni eretti nelle mura di Crema nel 1185 prese il nome di Torrione Zurla, a testimonianza dell’importanza della famiglia.

Nel XV secolo i Zurla furono sostenitori del partito guelfo e legati ai Benzoni, Enrico Zurla servì da podestà di Crema per Giorgio Benzoni.

Nel 1450 Giacomo Zurla consegnò la resa di Crema a Carlo VII, Re di Francia, venendo poi esiliato dopo essere stato investito cavaliere. Nel 1578 Quirino Zurla ottenne da papa Gregorio XIII l’elevazione della Curia di Crema a rango di diocesi.[1]

Età moderna

Nel corso del XVI secolo la famiglia acquisì grande influenza: nel 1580 risultavano iscritti trentotto Zurla tra i 185 gentiluomini del Consiglio Municipale di Crema. Il Consiglio Municipale tentò di limitare il numero massimo di membri della stessa casata iscritti al Consiglio, ma la Serenissima respinse la richiesta.[3]

Il palazzo Zurla, ornato dai dipinti di artisti quali i Civerchi, Aurelio Buso e Carlo Urbino, divenne un centro di vita culturale e sociale.

Nel XVII secolo emerse la figura di Silvio Zurla, valoroso combattente nella guerra di Candia, insignito dal Gran Maestro dell’Ordine Gerosolimitano del titolo di Capitano di Galera e di Conservatore della Nobiltà. Morì nel 1685 e lasciò alla chiesa di San Francesco in Crema lo stendardo della galera che aveva donato a Sant’Antonio.[1]

Sul finire del Seicento Achille e Luigi Zurla ottennero dall’imperatore Leopoldo I d’Austria (12 novembre 1669) i titoli di Marchesi, Conti e Cavalieri del Sacro Romano Impero, trasmissibili ai discendenti.[2][4]

Relazioni e matrimoni

I Zurla si imparentarono con varie famiglie nobili, tra cui i Benzoni, i Vimercati, i Bonzi, i Carioni, i Medici, gli Albergoni e i Rovereti.

Alcuni rami assunsero i cognomi Zurla-Albergoni e Zurla-Rovereti.[1]

Stemma

La famiglia ebbe più versioni araldiche. Tra le principali: "Di nero, a tre uccelli volanti d’argento, beccati e membrati di rosso".[2]

Membri notevoli

Placido Zurla
  • Pantaleone Zurla (XV secolo): frate francescano, vescovo di Sicca in Tunisia e arcidiacono del Duomo di Crema.[1]
  • Michele Zurla (XV secolo): luogotenente di Bartolomeo Colleoni; nel 1472 ottenne il privilegio di portare l’arma dei Colleoni per sé e i discendenti.[1]
  • Margherita Zurla (†1438): benefattrice che lasciò lasciti al Monte di Pietà e all’Ospedale degli Infermi di Crema.[1]
  • Evangelista Zurla il Vecchio (XVI secolo): cavaliere, partecipò alla difesa di Famagosta e combatté contro i Turchi al servizio di Venezia; sposò una Mocenigo della nobiltà veneta.[1]
  • Giulio Zurla (XVI secolo): giurista e oratore, inviato dal Municipio di Crema a Venezia nel 1568 e nel 1581 pronunciò celebri orazioni pubbliche.[1]
  • Emilia Zurla (†1590): gentildonna, moglie del colonnello Scipione Piacenzi, si distinse per coraggio nella guerra di Cipro e fu benefattrice di opere pie.[1]
  • Evangelista Zurla il Giovane (†1571): comandante della galera Crema S. Vittorio alla battaglia di Lepanto; morì di peste a Corfù.[1]
  • Gianbattista Zurla (†1656): medico e fisico illustre, figlio di Celso Zurla e Margherita Benzoni.[1]
  • Silvio Zurla (†1685): cavaliere gerosolimitano, combatté valorosamente nella guerra di Candia, insignito del titolo di Capitano di Galera e di Conservatore della Nobiltà.[1]
  • Gian Andrea Zurla (XVIII secolo): benefattore che nel 1738 promosse la fondazione dell’Ospedale degli Infermi di Crema.[1]
  • Giacinto Placido Zurla (1769-1834): cardinale camaldolese, teologo e insigne geografo; fu Vicario di Roma sotto Leone XII, Pio VIII e Gregorio XVI. Autore di opere fondamentali come il Mappamondo di Fra Mauro, la Dissertazione intorno ai viaggi dei fratelli Zeno e Di Marco Polo e degli altri viaggiatori veneziani più illustri.[1]

Note

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Francesco Benvenuti Sforza, Dizionario biografico cremasco, 1888.
  2. ^ a b c Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti., 1886.
  3. ^ a b Roberto Borio Di Tigliole e Carlo Maria Del Grande, Blasonario cremasco. Nobili e Notabili Famiglie della Città di Crema., Zanetti, 1999.
  4. ^ Collegio araldico, Libro d'oro della nobiltà italiana.