Cleithrolepis

Cleithrolepis
Fossile di Cleithrolepis granulatus
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
OrdinePolzbergiiformes
FamigliaCleithrolepididae
GenereCleithrolepis
Egerton, 1890

Cleithrolepis è un genere estinto di pesci ossei appartenenti agli attinotterigi, vissuto dal Triassico inferiore (Induano) al Triassico medio (Anisico). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in Australia (Nuovo Galles del Sud e Tasmania) e in Libia.

Descrizione

Cleithrolepis raggiungeva una lunghezza di circa 30 centimetri. Presentava un corpo profondo, con muso alto e narici in posizione elevata. La mascella inferiore era sottile e debole, con denti solo nella parte anteriore.[1]

Tra le caratteristiche distintive di Cleithrolepis si annoverano: il cranio molto profondo; la presenza di un osso dermpterotico accessorio; l'opercolo piccolo rispetto al subopercolo; il preopercolo possedeva un processo antero-ventrale; erano presenti tre sopraorbitali e un rostro-antorbitale a forma di Y; le scaglie erano ornamentate con piccoli tubercoli; le pinne dorsale e anale posizionate posteriormente, con fulcri prominenti.

Rispetto a generi affini come Cleithrolepidina, Cleithrolepis si distingue per una maggiore profondità cranica, un maggior numero di raggi branchiostegali, la differente disposizione delle suture craniche e un'ornamentazione ossea più marcata.[2]

Classificazione

Cleithrolepis è stato tradizionalmente incluso nell’ordine dei Perleidiformes, ma revisioni tassonomiche recenti hanno evidenziato la non monofilia di tale gruppo. Attualmente il genere è assegnato ai Polzbergiiformes, all'interno di una famiglia a sé stante, i Cleithrolepididae, comprendente anche Cleithrolepidina.[3]

Le specie attualmente riconosciute del genere Cleithrolepis sono:

  • Cleithrolepis altus Woodward, 1890 – Olenekiano o Anisico del Nuovo Galles del Sud, Australia (Formazione Terrigal);
  • Cleithrolepis granulatus Egerton, 1864 – Induano (Triassico inferiore) della Tasmania (Formazione Knocklofty) e Anisico dell'Australia (Formazione Terrigal);[4]
  • Cleithrolepis major Gardiner, 1988 – Anisico della Cirenaica, Libia (Formazione Alma).[5]

La specie C. brueckneri, proviene dal Triassico superiore della Germania, ma la sua appartenenza a Cleithrolepis è dubbia.[6] Resti frammentari sono noti anche dal Ladinico della Spagna.[7]

Altre specie precedentemente attribuite a Cleithrolepis sono state assegnate in seguito ad altri generi: C. extoni (ora Cleithrolepidina extoni) e C. cuyana (ora Pseudobeaconia cuyana, un membro dei Louwoichthyiformes).[8]

Paleoecologia e diffusione

Cleithrolepis viveva in ambienti d'acqua dolce, come fiumi, laghi e billabong, all’interno di un vasto sistema fluviale intrecciato che ha originato l'Arenaria di Hawkesbury nel Nuovo Galles del Sud. I fossili si trovano in lenti di scisti bituminosi all’interno dell’arenaria.[9] Altri ritrovamenti provengono dalla Tasmania (formazione Knocklofty) e da carotaggi profondi (oltre 3300 m) effettuati in Libia.[5][10]

Note

  1. ^ Freshwater fish, Cleithrolepis granulata - Australian Museum, su australianmuseum.net.au (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2009).
  2. ^ Hutchinson, P.. (1973). A revision of the redfieldiiform and perleidiform fishes from the Triassic of Bekker's Kraal (South Africa) and Brookvale (New South Wales). Bulletin of the British Museum (Natural History), Geology. 22. 235-354.
  3. ^ Guang-Hui Xu, A new stem-neopterygian fish from the Middle Triassic (Anisian) of Yunnan, China, with a reassessment of the relationships of early neopterygian clades, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 191, n. 2, 19 giugno 2020, pp. 375–394, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa053.
  4. ^ T. J. Dziewa, Early Triassic osteichthyans from the Knocklofty Formation of Tasmania, in Papers and Proceedings of the Royal Society of Tasmania, vol. 114, 1980, pp. 145–160.
  5. ^ a b Brian G. Gardiner, A new Cleithrolepis from the Triassic of central Cyrenaica, in Subsurface palynostratigraphy of northeast Libya, Garyounis University Publications, 1988, pp. 259–265.
  6. ^ Carlo Romano, Martha B. Koot, Ilja Kogan, Arnaud Brayard, Alla V. Minikh, Winand Brinkmann, Hugo Bucher e Jürgen Kriwet, Permian-Triassic Osteichthyes (bony fishes): diversity dynamics and body size evolution (supplementary material), in Biological Reviews of the Cambridge Philosophical Society, vol. 91, n. 1, 2016, pp. 106–147, DOI:10.1111/brv.12161.
  7. ^ PBDB Taxon, su paleobiodb.org. URL consultato il 18 maggio 2024.
  8. ^ Adriana López-Arbarello, Oliver W. M. Rauhut e Esperanza Cerdeño, The Triassic fish faunas of the Cuyana Basin, Western Argentina, in Palaeontology, vol. 53, n. 2, 2010, pp. 249–276, DOI:10.1111/j.1475-4983.2010.00931.x.
  9. ^ Show item, su lrrresources.cli.det.nsw.edu.au (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2009).
  10. ^ Jacques LeBlanc, A Guide to Macrofossil Localities of Libya (PDF), 2000.

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