Dalaunia
| Dalegno | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Informazioni generali | |||||
| Nome ufficiale | Comune di Dalegno | ||||
| Nome completo | Territori della Dalaunia | ||||
| Capoluogo | Villa Dalegno | ||||
| Popolazione | 600 ca. nel XIII Secolo () | ||||
| Dipendente da | Ducato di Milano Repubblica di Venezia | ||||
| Suddiviso in | Frazioni | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Comune | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | VI Secolo d.C. | ||||
| Causa | Arrivo della Famiglia D'Allegno | ||||
| Fine | 1624 | ||||
| Causa | Separazione del Comune | ||||
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La Dalaunia era il nome collettivo che assunse la regione più settentrionale della Val Camonica.
Deriva dal termine latino Dalania o Dalegno, da cui i nomi di Villa Dalegno e di Ponte di Legno. L'origine della parola è incerta, potendo correlarsi al popolo degli Anauni della Val di Non o dei Genauni della a nord delle alpi, citati nel Trofeo delle Alpi, ma numerosi sono i toponimi di derivazione celtica o germanica sparsi per l'Europa con la terminazione -launum (qualche esempio: Alagna Valsesia; Caulonia; Reillanne, comune francese noto dall'antichità come Alaunia; Aurania, oggi Vranja, paese istriano; un'Aulania romana nell'attuale Gran Bretagna), tali da non portare a un unanime consenso.
La Dalaunia è menzionata per la prima volta nella donazione di Carlo Magno del 774.
Abbas Gulfradus - Carolus rex.»
«Facciamo dono anche al ricordato luogo (il monastero di S. Martino di Tours) della Valle che è chiamata Camonica con montagne e passi, fino alla Dalaunia assieme ai monti e le alpi del confine Trentino, chiamato Tonale, fino ai territori di Brescia e a quelli del circondario di Bergamo, e qualunque cosa compresa fra gli stessi confini, o dalla stessa valle da lungo tempo sembra appartenere, in pubblico e che cadde prima e poi sotto il nostro fisco
Ne fanno parte gli abitati: Le "Terre di dentro"
Le "Terre de fora"
Contesa del Monte Avio
Nel 1371 si firma presso la casa dei Federici di Edolo un accordo tra i pastori di Mù e quelli di Dalegno che vietavano loro di accedere alle malghe sul monte Avio.[2]